Foglia che cade in bianco e nero

…dalla Quarta di copertina:

Una nuova storia del pensiero, parallela a quella che ci è stata tramandata. Al suo interno una carrellata di personaggi divertenti e improbabili, filosofi dimenticati, sapienti dell’impossibile, che portano alle estreme conseguenze le teorie dei loro colleghi più illustri, con esiti esilaranti. Umorismo puro che confina con l’irriverenza della satira, illuminando di leggerezza un universo affascinante, conosciuto e amato da chi scrive con passione viscerale. “Quella di Costa è una Animal House della filosofia”, un “bestiario filosofico”, come lo definisce in prefazione Francesco Vascellari, invitandoci a partire per un piacevole safari.

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Il Manuale di filosofia fantastica (2022, Ed. Link, ISBN: 978-88-85789-66-1) è ordinabile in tutte le librerie, presente fisicamente in alcune e acquistabile sul sito dell’editore e nei principali negozi online.

Nel poema antidiluviano, Enkidu e Gilgameš si addentrano nel cuore della foresta dei cedri per dare la caccia a Humbaba, che è assieme guardiano del luogo ed incarnazione del bosco. Gilgameš è il re che vide ogni cosa al mondo, che apprese tutto e fu saggio; Enkidu un semidio che raccoglie in sé la triplice natura d’animale, di uomo e di divinità. E ciò nonostante, l’aver violato un luogo sacro precluso alla vista, l’aver abbattuto un frutto della terra e il suo pastore, si rivelano fatali. La foresta dei cedri è in questi versi un mondo di cui siamo un di troppo, un’aberrazione che, necessaria da un lato per riconoscerne l’immensità, dall’altro lo aggredisce con la sua propria esistenza violandone le leggi e le geometrie intoccabili. È un’epopea frammentaria sull’insensatezza di tutto, scritta con rabbia e ammirazione – una silloge di preghiere e bestemmie, gridata contro le vastità vuote che ci contengono. Un monumento quasi, per noi che siamo guerrieri solo nella miseria.

La foresta dei cedri (2022, Ed. Ensemble, ISBN: 978-88-6881-864-7) è ordinabile in tutte le librerie, presente fisicamente in alcune e acquistabile sul sito dell’editore e in tutti i negozi online.

Cipango era il Giappone di Marco Polo. Distante, favoloso, inquietante e irraggiungibile. Cipango è per me quell’angoscia che s’annida nelle cose, nei paesaggi, nel tempo che passa. È la brutalità di uno sfioramento, la violenza dell’est-Europa dei miei vent’anni o di un tardo pomeriggio estivo, la nostalgia per quello che non è stato. I frammenti che compongono questa raccolta sono i cocci disordinati di una rottura vecchia di dieci anni e mai ricomposta, sono preghiere rabbiose gridate contro un cielo sordo, allucinazioni terribili, sfoghi bellicosi, ma anche rassegnazioni, fotografie nostalgiche di momenti in bianco e nero, dichiarazioni d’amore e d’intenti. Parlano di Dio e di guerra, di violenza e macerie, di deserti, di freddo e distanze impercorribili.

Cipango (2020, Ed. Ensemble, ISBN: 978-88-6881-653-7) è ordinabile in tutte le librerie, presente fisicamente in alcune e acquistabile sul sito dell’editore e in tutti i negozi online.